Riforma delle professioni: il Senato approva la delega che ridisegna le regole per ingegneri, architetti e geometri
Il 3 agosto 2026 il Senato ha approvato con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astenuti il DDL 1663, la legge delega che affida al Governo la riscrittura degli ordinamenti di 15 professioni regolamentate, tra cui ingegneri, architetti e geometri: cambiano competenze riservate, tirocinio e formazione continua su strumenti digitali e intelligenza artificiale.
Foto: Dinesh Cyanam (Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0)
Lunedì 3 agosto 2026 il Senato ha dato il via libera al disegno di legge 1663, promosso dai ministri del Lavoro Marina Calderone e della Giustizia Carlo Nordio, che delega il Governo a riordinare gli ordinamenti di quindici professioni regolamentate: tra queste, oltre a consulenti del lavoro, giornalisti, assistenti sociali e altre categorie, figurano ingegneri, architetti e geometri, le figure tecniche che ogni giorno firmano progetti, direzioni lavori e pratiche edilizie per il settore delle costruzioni. Il voto — 81 favorevoli, nessun contrario, 50 astenuti — riguarda una legge delega, non un testo immediatamente operativo: il Governo dovrà tradurla in uno o più decreti legislativi entro i termini fissati, dopo il passaggio alla Camera. Tra i punti cardine della delega: le competenze professionali dovranno restare coerenti con il percorso di studi, il tirocinio e l’esame di abilitazione di ciascun albo; il tirocinante avrà diritto al rimborso delle spese sostenute e, salvo che negli enti pubblici, potrà ricevere un compenso o un’indennità proporzionata all’apporto professionale reso; la formazione continua dovrà prevedere crediti minimi (un credito per ogni ora di corso) con un numero di ore dedicate obbligatoriamente a strumenti digitali e intelligenza artificiale, inclusi i relativi limiti deontologici.
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ascoltato in audizione dalla Commissione Giustizia del Senato dal presidente Angelo Domenico Perrini, ha segnalato che restano aperti alcuni nodi tecnici: l’aggiornamento delle riserve di competenza per i settori dell’ingegneria industriale e informatica e la disciplina della responsabilità solidale nelle attività a più alto rischio tecnologico. Questi temi, insieme a rilievi analoghi sollevati dal Consiglio Nazionale degli Architetti, potrebbero essere oggetto di ulteriori interventi in sede di decreti attuativi: il perimetro definitivo di chi potrà firmare cosa, quindi, si conoscerà solo quando quei decreti saranno pubblicati.
Per un'impresa edile questa riforma non è un tema da addetti ai lavori: ridefinisce, con tempi di alcuni mesi o anni, chi tra ingegneri, architetti e geometri potrà firmare quali tipi di progetto, e impone a tutti i professionisti tecnici un pacchetto obbligatorio di formazione continua su strumenti digitali e intelligenza artificiale. Chi lavora a stretto contatto con studi di progettazione — e quasi ogni impresa lo fa, dal piccolo intervento di ristrutturazione al cantiere strutturato — si troverà presto interlocutori tecnici con obblighi formativi digitali nuovi e, potenzialmente, competenze riservate diverse da oggi. È il momento di consolidare le relazioni con i professionisti di fiducia informandosi per tempo su come cambierà la loro offerta, anziché subire la transizione quando i decreti attuativi saranno già in vigore.
- Segui l'iter alla Camera e la pubblicazione dei decreti legislativi delegati nei prossimi mesi, in particolare le nuove riserve di competenza per ingegneria industriale e informatica, perché incideranno su chi puoi coinvolgere per specifiche attività di progettazione.
- Se collabori stabilmente con studi di ingegneria, architettura o geometri, chiedi loro come intendono coprire le nuove ore obbligatorie di formazione continua su strumenti digitali e IA: è un'occasione per proporti come partner su software di cantiere, BIM o strumenti digitali che già usi.
- Rivedi gli accordi con giovani professionisti tecnici e tirocinanti alla luce delle nuove regole su rimborso spese e compenso del tirocinio, per non farti trovare impreparato quando i decreti attuativi entreranno in vigore.
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